L’uomo che mangiava i ragni.

2009
11.29


 

Ezio P. ha quarant’anni tondi tondi.

Un buon lavoro, una bella macchina, una moglie affettuosa, due simpatiche e vivaci bambine , Sara e Annalisa. Adora i film romantici e George Clooney e’ uno dei suoi attori preferiti. Se ben ci si metta a pensare e’ tanto che tra lui e la moglie non si scambiano quella parola che abbonda dentro al televisore, nelle canzoni e sui romanzi rosa che alla sua consorte tolgono il fiato. Una volta si sono baciati e sorpresi dalle figliolette sono arrossiti. Successe qualche anno fa e poi piu’. Ezio P. vive in una villetta bifamiliare di una zona residenziale ne’ elegante ne’ depressa. Normale. Ha pochi amici, anzi quasi piu’ nessuno. Ma che importa a quarant’anni?  C’e’ il lavoro, i pensieri e le ferie.  La sera si e’ stanchi per il troppo lavoro e il fine settimana lo si passa dai nonni materni che hanno una bella casa grande sulle colline e si beve il vino buono. Ma Ezio P. e’ astemio. E neppure fuma. E’ iscritto in palestra, ma il tempo e’ tanto poco che raramente riesce a metterci piede. Le sue bimbe hanno 6 e 9 anni e sono uno splendore e ci giocherebbe volentieri rotolandosi sul tappeto se avesse tempo e forze per farlo. La sera si mangia, si guarda un po’ di televisione  si gioca un poco alla Playstation ma entro le dieci si e’ tutti a letto perche’ la sveglia e’ alle sette. Se avesse almeno un figlio maschio, forse lo porterebbe a pescare come suo padre faceva con lui. La mattina Ezio P. accompagna le figlie alla fermata dell’autobus, appena cinquantacinque metri dal loro cancello. L’autunno colora tutto di giallo e rosso, ma Ezio P. non ha molto tempo per osservare i giganteschi alberi che spargono foglie sulla panchina della fermata. Bacia le figlie, da un’ultima sistemata alle loro sciarpe variopinte, carezza le loro teste profumate. Saluta le madri intirizzite dal freddo coi rispettivi figli, gli zainetti gonfi di libri e quadernoni. Ah, ecco, devo ricordare di comprarne due a quadretti di cinque millimetri per la verifica di scienze di mercoledi’. Sorridono le madri ed esce fumo dalle loro bocche. La battuta consueta su quanto sarebbe bello rimanersene a letto al calduccio piuttosto che, strappa una strizzata d’occhi. E’ una brava persona quell’Ezio P., commentano le madri appena egli si allontana nel suo giaccone verde. E’ una persona elegante e cordialmente riservata. Le scarpe inglesi di Sergio Rossi e le calze Borsalino fumo di Londra. Una bella persona, una brava moglie, dei gran lavoratori, generosi con le offerte la domenica mattina in parrocchia, puliti e ordinati. La vicina di casa raccoglie le foglie, lo saluta e sorride e lo guarda rientrare in casa. Avercelo un marito cosi’! Il suo che e’ fannullone e’ ancora infilato nel letto, stordito dal vino sfuso del bar e deluso dalla partita a carte della sera prima. Ezio P. infila la chiave nel portone e il suono della serratura che scatta investe col suo riverbero la tromba delle scale in marmo tirate a lucido a colpi di Fabuloso. Si ferma un istante sull’uscio. Osserva un grosso ragno sul muro intento a completare la sua tessitura. E’ davvero un grosso ragno, arancione con le zampette verdi. Ezio P. sorride, lo prende tra due dita e se lo mette in bocca. Mastica, deglutisce ed infine entra in casa. La sua vicina di casa e’ rimasta immobile, ha visto tutto ed e’ incredula. Il signor P. mangia i ragni. E’ proprio cosi’. La mattina successiva Ezio P. al ritorno dalla fermata dell’autobus dove ha appena accompagnato le sue piccole, si ferma molto prima del suo cancello. Lui immobile davanti ad un albero. Fissa un grosso ragno sulla corteccia di un platano. Lo mangia. Meno dolciastro di quello del giorno prima, una specie diversa. Sempre ragno e’, che importa. La vicina di casa e’ ancora li’ intenta a recuperare altre foglie cadute. Nuovamente le si ripresenta la stessa scena e una smorfia di disgusto dipinge la sua faccia solitamente inespressiva da vicina di casa buongiornobuonasera.

Qualche tempo dopo, al ritorno da scuola Sara, la figlia piu’ piccola, scoppia in un pianto liberatorio. La maestra di religione le ha dato una nota per un suo sgradevole comportamento, uno schiaffo dritto in faccia alla compagna di banco Ileana. Ezio P. e’ dispiaciuto ma vuole sapere come sono andati i fatti. “ L’ho colpita perche’ era tutta la mattina che continuava a prendermi in giro, ero esausta!”. La madre non ha il coraggio di dire “hai fatto bene allora!”, no, non va bene quello che hai fatto. “ Ileana dice che mio babbo e’ un pazzo mangia- ragni!” Ezio P. sorride. “Io un pazzo cosa?” – “Un pazzo mangia -ragni. Qualcuno ti ha visto mentre masticavi un grosso ragno!”- “ Tuo padre non farebbe mai una cosa simile, tuo padre non e’ pazzo. Tuo padre e’ una persona molto rispettata e questo lo sanno tutti.” La madre carezza la bimba e le asciuga le lacrime mentre Ezio P. si allontana per finire il suo modellino di biplano Fokker a cui mancano gli ultimi ritocchi. “Caro hai sentito cosa le hanno detto ?”- Ezio P. scuote la testa e sorride:“ I bambini son bambini, cosa vuoi farci?”

Passa una settimana. Forse due. Quando si ha tanto da fare il tempo scivola via che e’ un piacere. Ezio P. ha completato il Fokker e adesso e’ alle prese con uno Stukas che gli da qualche problema. Gli incastri delle ali nella fusoliera non combaciano tanto bene e si chiede se non sia il caso di riportare la confezione indietro al negozio di modellismo. Sara e’ nella sua cameretta e gioca con la casa di Barbie, sua sorella e’ uscita a far spesa con la mamma. Sara urla, chiama il suo babbo. Ezio P. come un fulmine si precipita nella cameretta. “Sara, cos’e’ successo?”- “Papa’, c’e’ un ragno enorme sulla parete!”- “ Mamma mia! Mi hai fatto prendere un infarto! Ci penso io, tu vai a prendermi un bicchiere d’acqua intanto.”- “Voglio vedere che lo uccidi papa’!”-“ No, vai a prendermi un bicchiere d’acqua.” Sara corre in cucina e al suo ritorno il ragno non c’e’ piu’. “ Tieni l’acqua babbo….dov’e’ il ragno?”- “L’ho buttato fuori dalla finestra.”- “Non ti ho sentito aprirla. Sei sicuro?”- “Certo che sono sicuro.”- “ Papa’….”- “Dimmi cara…”- “Non e’ che l’hai mangiato vero?”- “ Certo che no! Ancora con questa storia?“-  “Papa’….me lo diresti se fosse cosi’?”- “ Se fosse cosa?”- “ Se fosse la verita’ che mangi i ragni di nascosto…”- “Certo che te lo direi. In fondo che male ci sarebbe se il tuo babbone ogni tanto mangiasse un ragno?”- “ Ma fa schifo!”- “ No Sara, ci sono tante altre cose che fanno schifo e che il mondo accetta. Ma tu sei ancora troppo piccola per capire. Su torna a giocare che si rimane bambini per troppo poco tempo.”- “Si  papa’….”. Ezio P. bevve il suo bicchiere d’acqua e cancello’ l’amaro dalla bocca. Niente di speciale quel ragno, ma pur sempre un piccolo dono della natura. Rimise i pezzi del suo modellino nella scatola e recuperato lo scontrino di quell’acquisto infilo’ il tutto nella stessa busta di plastica con stampato sopra il logo del negozio.

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